lunedì 21 settembre 2009

Un vademecum utile!

Ho l’onore di presentare questo piccolo testo di padre Giulio Albanese, Ma io che c’entro?, un “libercolo” a detta dell’autore, che in realtà è molto più!
Un vero e proprio manuale, vademecum introduttivo ai temi della mondialità e della missione, di cui ho avuto l’onore di sistemare le bozze. Vale la pena leggerlo.

I suoi contenuti spaziano, infatti, dall’informazione alla finanza globale, dal problema della distribuzione delle risorse a quello della convivenza tra le religioni, in prospettiva contemporanea. Una riflessione densa attorno alle problematiche che si generano attorno e dentro questi eventi epocali, che invita ciascuno, nel proprio piccolo, a fare almeno una cosa: prepararci interiormente a conoscere, a non ignorare, come prima forma di solidarietà e di apertura all’universalità, per capire che ciò che accade nel mondo ad altre persone. ad altri frateli e sorelle. Un destino comune che riguarda ciascuno di noi. Nessuno escluso.

martedì 23 giugno 2009

Che fare?




Si profilano all'orizzonte nubi grigie. Mi sento impotente se penso a quanto sta accadendo in Iran. A cosa potrebbe scoppiare più in là, ad Oriente, in Corea del Nord. O addirittura, a possibili alleanze tra Teheran e Pyeongyang...con Al Qaeda e chissà quale altro...Per non parlare della situazione in Africa (a tal proposito suggerisco di visitare il blog di P. Giulio Albanese http://blog.vita.it/africana , post del 17 giugno)...

Cosa possiamo fare? Impegnarci io credo, ad interessarci di più.
A far conoscere. Prendere esperienza e consapevolezza di tali eventi...
Che suggerite voi?
Mauro

lunedì 22 giugno 2009


Potere e dinastie in Africa: Per saperne di più...

Desidero segnalare l'interessante articolo di Daniele Zappalà, Dinastie d'Africa. Il potere di padre in figlio, comparso su Avvenire, domenica scorsa, 21 giugno, dedicato alla denuncia della presenza dei signori del potere. Le pluridecennali oligarchie, le famiglie che si succedono o si preparano a succedere al trono, mentre le popolazioni sono sempre più allontanate dalla gestione politica.

Un modo per saperne di più, riflettere e pregare.

sabato 20 giugno 2009

Simone Weil e la Missione

Vorrei regalarvi una chicca : "Non è dal modo in cui un uomo mi parla di Dio che io vedo se è abitato dal fuoco dell'amore divino, ma dal modo in cui mi parla delle cose terrestri". Questa espressione è di Simone Weil (1909 –1943), mistica e filosofa francese.
Cosa c'entra con la Missione? Credo sia molto inerente. Pensiamo al modo silenzioso, paziente e ultra-disinteressato con cui donne e uomini missionari si dedicano alla carità di popoli "non cristiani". Senza aspettarsi conversioni. Uno scandalo, probabilmente, per molti di noi che si aspetterebbero un'adesione immediata alla fede, che poi, non essendo state rilevate "conversioni in massa", finiscono col pensare i missionari alla stregua di operatori sociali, autori di ammirevoli opere e progetti di sviluppo sociale e umano e niente più...avendo rinunciato ad annunciare esplicitamente Gesù Cristo! E' veramente così? E' questo che deve essere lo stile della Missione?
Personalmente credo di no. I missionari annunciano comunque Gesù, rispettando le culture indigene dei popoli che incontrano. Con una certa visibilità che non rinuncia a proclamare e a parlare del Vangelo e del Fatto cristiano...(mi si lasci questo termine).
Missione non credo voglia dire "impiantare" tutto un sistema istituzionale-liturgico ecclesiale, cattolico apostolico romano! E credo che ciò valga anche per la ripresa di una nuova evangelizzazioe in Europa, o quantomeno nei Paesi di vecchia Tradizione cristiana. Come avvicinare nella società borghese, opulenta, individualista, il non credente che, tra l'altro, vive anche dentro di noi? Ecco perchè ha senso l'espresione di Simone Weil. Che ne pensate voi?

domenica 15 marzo 2009

Per saperne di più sull'America Latina!!!

"Nata per promuovere lo studio e la ricerca sui temi sociali, economici e religiosi dell’America Latina, l’Associazione è attualmente impegnata in progetti di Cooperazione allo Sviluppo in diverse aree geografiche e di Educazione allo sviluppo in Italia e in Europa. Svolge le sue attività nei settori della formazione, l’educazione e l’informazione, su temi quali: Diritti Umani, Intercultura, Ambiente, Digital Divide. L’Asal svolge un ruolo significativo anche nel settore dell’editoria dello sviluppo, con l’edizione di testi sui temi della cooperazione, dello sviluppo sostenibile e sulle realtà latinoamericane. Realizza e diffonde strumenti quali la Carta di Peters"
Questa alcune parole della presentazione dell'ASAL (Associazione Studi America Latina), sul sito http://www.asalong.org/
Visitatelo! Un modo per capire ed apprendere come poterci formare nell'educazione alla mondialità...

martedì 3 marzo 2009

Per la Quaresima ...


Voglio ringraziare due amici, Filippo e Stefania Rizzatello, che mi hanno regalato un buon sussidio di preghiera per la Quaresima, di cui sono autori insieme alla Famiglia Missionaria della Redenzione, di Rovigo.

Per ogni giorno, un brano del Vangelo, una riflessione e una preghiera. dateci un'occhiata!

Per saperne di più: http://www.fmdr.org/ oppure, info@fmdr.org

domenica 1 marzo 2009

In Papua Nuova Guinea: la testimonianza di un missionario

Carissimi!
Sono lieto di presentarvi la testimonianza di padre Ciro Biondi, missionario del PIME (Pontificio Consiglio Missioni Estere) impegnato ad annunciare il Vangelo in Papua Nuova Guinea. Potete visitarne il blog all'indirizzo da me presentato tra i "Link da visitare",
http://www.cirobiondi.net/index.php . Di seguito presento un progetto da lui promosso, per aiutare la formazione scolastica dei bambini e non solo. Missione e Culture vuol dire anche questo: la missione al servizio caritatevole della formazione umana dei popoli, nell'alveo di tradizioni incontrate, entro cui incarnare il messaggio di Cristo. Aiutiamo padre Ciro.
Questa, la sua descrizione del programma:

DOVE SIAMO E COSA FACCIAMO

La nostra missione si svolge tra i MIN, una piccola popolazione della Papua Nuova Guinea e dell’Irian Jaya (Indonesia). La terra è povera, anche se le foreste sono immense. Le montagne e i fiumi sono la ricchezza di questo popolo, ma sono anche il limite della loro esistenza. Zone irraggiungibili, a volte bisogna camminare per settimane per poter incontrare una piccola tribù che non è segnata su nessuna carta del nostro mondo post-moderno. Scuola e medicine sono le cose con cui cerchiamo di essere di aiuto a questo popolo che fatica a continuare ad esistere.

La mortalità è altissima, la vita media è meno di 40 anni. Le donne sono decimate dal primo parto, i bambini che muoiono al momento del parto sono 4 su 10. Malaria, TBC, epatite, dissenteria, cancro della pelle, e HIV mietono senza pietà il popolo; con ciò viviamo, speriamo e preghiamo, donando tutto quello che voi, generosamente, mettete nelle nostre povere mani.
In circa otto anni di attività alcune cose sono state realizzate: scuole di prima e seconda elementare in circa 11 villaggi, una scuola più grande è stata costruita dalla gente dei villaggi per poter accogliere i ragazzi/e più promettenti per farli raggiungere la 6 classe. Alcuni di questi ragazzi sono stati mandati dopo la sesta ad una scuola media lontana 200 chilometri, aspettiamo che alcuni di loro finiscano la scuola media per poterli mandare al College.

Alcuni centri ambulatoriali sono funzionanti nelle valli, non si è riusciti a stabilire nessun centro sulle montagne, gli infermieri, tutti provenienti da altre regioni, hanno difficoltà a vivere tra gente che non parla la loro lingua e non condivide la stessa cultura. Per gli insegnanti è la stessa storia. Per arrivare in queste zone ci vuole l’elicottero o un piccolo aereo da 4 posti, e quando sei arrivato non sai quando potrai ripartire. A volte si aspetta dei mesi prima che il piccolo aereo possa atterrare, le piogge distruggono in pochi minuti tutto quello che viene costruito in mesi o anni di lavoro. Questo vale anche per i raccolti: una piena e tutto il lavoro di una intera stagione viene spazzato via.

Non ci sono vie di comunicazione. I fiumi sono navigabili solo in canoa e con grande pericolo che una piena ti metta nella bocca di un coccodrillo. Il mondo non sa queste cose, questi popoli non esistono perché non hanno quello che a noi potrebbe servire. Ma Dio è Padre di tutti e noi siamo qui per servire e dire a tutti che l’amore suo per l’umanità si è spinto fino a dare il Figlio suo.
A noi e a voi è stato dato il futuro di questo popolo, a noi e a voi il Cristo che domanderà di loro, degli ultimi.

MODALITA' DEL NOSTRO PROGRAMMA

Al momento in cui una persona, o una famiglia, chiede di adottare un bambino/a della Papua Nuova Guinea, il P. Responsabile ne sceglie uno che frequenta la scuola della missione. Una foto con le informazioni del bambino/a
viene inviata alla persona che adotta chiedendo che l’impegno duri per almeno 5 anni. Al momento in cui l’adottato
finisce la scuola elementare la persona può continuare l’adozione oppure terminarla.
La quota annuale dell’adozione è di Euro 365,00. La somma va inviata in una sola volta oppure mensilmente, tramite Conto Corrente Postale ed indirizzo seguenti:

Conto Corrente Postale N. 45443009
intestato a :
Pontificio Istituto Missioni Estere
Via Guerrazzi, 11 - Roma
in favore di P. Ciro Biondi - PNG
progetto “ADOTTIAMO IL FUTURO

P. CIRO BIONDI, pime
PO Box 53 - BANZ WHP
PAPUA NEW GUINEA